psicologo

 

Forse è capitato anche a tuo figlio di trovarsi in un momento di difficoltà scolastica ed hai pensato di rivolgerti ad un esperto. D’altronde i dati dicono che questo capita a uno studente su cinque.

 

Questa difficoltà può manifestarsi con:

  • basso rendimento
  • brutti voti
  • note disciplinari
  • rifiuto
  • svogliatezza
  • senso di noia
  • scarsa motivazione
  • comportamenti di disturbo in classe
  • difficoltà di concentrazione
  • difficoltà a comunicare e relazionarsi sia con i compagni che con gli insegnanti

 

 

 

QUALI SONO LE CAUSE DELLE DIFFICOLTÀ?

 

La maggior parte delle volte questi problemi vengono associati a un Disturbo Specifico dell’Apprendimento (DSA), che è un disturbo neurobiologico che coinvolge le abilità di lettura, scrittura e calcolo.

Ci sono però molti altri fattori che possono motivare la presenza di difficoltà a scuola, anche in assenza di un DSA.  Vediamole insieme!

Se non ci sono delle vere e proprie patologie come DSA, Disturbo da deficit di attenzione/iperattività (DDAI), Autismo, Ritardo mentale, Epilessia, Disturbi sensoriali, eccetera, possiamo pensare allora che sia SOLO un problema di buona volontà.

Spesso invece le difficoltà scolastiche possono essere dovute alle caratteristiche psicologiche del bimbo/ragazzo, al clima famigliare oppure alla qualità della scuola e degli insegnanti. Questi fattori non permettono al ragazzo di vivere serenamente le attività di classe e di apprendere con successo.

 

Per quanto riguarda le caratteristiche psicologiche possiamo pensare a:

  • bassa autostima
  • bassa tolleranza alle frustrazioni e agli insuccessi
  • reazioni emotive eccessive (sia in positivo che in negativo)
  • ansia
  • mancanza di curiosità e di interessi
  • scarsa motivazione
  • difficoltà emotivo-relazionali

 

Il clima presente in famiglia è un altro fattore che influenza molto le prestazioni scolastiche.

A volte i genitori rivolgono ai figli troppa attenzione e sembrano interessati più ai risultati che al reale apprendimento. Questo però determina eccessiva pressione e il bimbo per paura di non essere all’altezza delle aspettative dei genitori può ritirarsi e rifiutare la sfida con le prove scolastiche.

-I genitori che hanno un atteggiamento iperprotettivo possono favorire una mancanza di impegno nell’affrontare le nuove situazioni o le difficoltà quotidiane;

-avere un atteggiamento autoritario invece può portare il figlio a reagire con chiusura o rinuncia all’iniziativa, oppure tendenza all’opposizione e all’aggressività;

-un atteggiamento permissivo può essere vissuto dal bambino come manifestazione di non interesse e soprattutto non favorisce lo sviluppo della capacità di tollerare la frustrazione.

 

Per quanto riguarda la scuola, possono verificarsi situazioni in cui il bimbo/ragazzo va male perché ha cambiato spesso maestre/insegnanti, o perché ha trovato insegnanti poco stimolanti; ci sono casi poi di formazione degli insegnanti non idonea a prevenire le difficoltà, o di rapporti non collaborativi con la famiglia. Infine la didattica utilizzata e il modo di relazionarsi degli insegnanti potrebbero non essere in linea con le caratteristiche del ragazzo, che quindi non riesce a sentirsi a suo agio e ad apprendere con successo.

 

 

Come hai potuto leggere, le difficoltà scolastiche di tuo figlio possono essere causate da un insieme di fattori ai quali devi fare molta attenzione.  Quando basso rendimento, svogliatezza, rifiuto, continuano e sono sentiti come un problema è sempre importante rivolgersi ad un esperto per approfondire quali sono le cause alla base del comportamento del bimbo/ragazzo, in modo da intervenire precocemente per migliorare la situazione, per risolvere il disagio vissuto dal ragazzo e dalla sua famiglia.

 

Se tuo figlio ha una diagnosi DSA e vuoi saperne di più, compila il modulo  qui e verrai ricontattato al più presto.

 

 

Valentina L.