Diplomarsi con un Disturbo Specifico dell’Apprendimento

-La storia di Andrea

         Andrea ha 20 anni, si è diplomato l’anno scorso alla scuola superiore alberghiera Colombatto  di Torino dopo tre anni di percorso presso il centro Apprendo, ci ha concesso un’intervista per raccontare la sua esperienza scolastica.

 

         Andrea si è accorto che c’era qualcosa che non andava nella scuola solo in seconda superiore, dopo aver perso un anno; il rendimento era diventato discontinuo “facevo fatica a capire e quindi memorizzare i concetti…”. Alle elementari e alle medie Andrea se la cavava, nessuno aveva mai segnalato il problema.Alle superiori,“mia mamma” dice Andrea “vedendomi in difficoltà, ha iniziato ad informarsi e così ho iniziato il percorso il ASL… non mi sono fatto mancare nulla: dislessia, discalculia, disgrafia e disortografia!”. Con l’inizio delle superiori, il carico di lavoro è aumentato e le difficoltà di Andrea, passate inosservate fino a quel momento, sono diventate evidenti e gli sono costate un anno scolastico. La diagnosi precoce è molto importante, consente una riabilitazione più efficace e l’elaborazione di strategie compensative utili a proseguire il percorso scolastico senza scossoni.

         In sostanza, avevo problemi a leggere e a scrivere.Se però qualcuno legge per me è tutto risolto, capisco e me lo ricordo!

Questa era la percezione di Andrea, in merito alle sue difficoltà.

 

Dopo la diagnosi, Andrea ha iniziato un percorso riabilitativo presso altri professionisti, che però è stato precocemente interrotto in quanto apparentemente inefficace: “Non mi serviva a nulla!” dice Andrea.

         In terza superiore Andrea è arrivato ad Apprendo dove ha iniziato un lavoro mirato alla gestione delle richieste scolastiche e alla consapevolezza delle sue difficoltà.

Le mie difficoltà sono sempre le stesse, si sono un po’ ridotte forse, ma soprattutto so come affrontarle. Ad Apprendo ho lavorato molto, fino a capire come muovermi nella mia testa, ho imparato a riconoscere e gestire i meccanismi con cui ragiono.”

 

          Quando la diagnosi arriva tardiva è importante lavorare sulle strategie quotidiane necessarie a gestire la richiesta scolastica e sulla consapevolezza delle proprie difficoltà perché solo così i ragazzi possono scoprire i loro punti di forza e massimizzare le loro risorse.

          Se non mi avessero aiutato non credo mi sarei diplomato, mi avrebbero bocciato di nuovo e sarei andato a lavorare. Mi piacerebbe dire alcune cose ai ragazzi che hanno difficoltà simili alle mie: non c’è nulla di male a farsi aiutare, può solo farti migliorare, crescere, imparare a muoverti nella scuola e poi dopo nel mondo del lavoro. Bisogna mettere da parte vergogna e orgoglio, perchè un certo tipo di aiuto non può che migliorare la vita.

 

Grazie ad Andrea per la sua disponibilità a condividere la sua esperienza e complimenti!!!